Gravidanza e parto ai tempi del coronavirus

Medici per Covid-19
Gravidanza e Covid-19

Gravidanza e parto ai tempi del coronavirus

18 Aprile 2020, estratto da documenti ufficiali

Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

Le prestazioni del Percorso Nascita vanno garantite a tutte le donne, anche in questo periodo di emergenza, nelle settimane di epoca gestazionale previste, con l’obbligo di adottare tutte le disposizioni di sicurezza.

L’operatore che segue la gravidanza deve comunque favorire la possibilità di posticipare i controlli differibili al fine di ridurre al minimo i contatti, dandone evidenza documentale nella cartella clinica.

Le donne in gravidanza sono in generale a maggior rischio di sviluppare infezioni delle vie respiratorie che possono avere evoluzioni severe e pertanto necessitano di una presa in carico appropriata nel momento in cui accedono alla Struttura sanitaria con sintomatologia respiratoria.
Il virus SARS-CoV-2 si propaga principalmente da persona a persona tramite contatto stretto (0-2 m) e si trasmette attraverso le goccioline delle vie respiratorie (droplets ed aerosol) quando un individuo infetto starnutisce o tossisce. La trasmissione del virus può avvenire anche per contatto da una superficie contaminata, veicolata con le mani ad occhi-naso-bocca.
▪ Non è ancora chiaro quale sia l’impatto di un’eventuale trasmissione perinatale dell’infezione da SARS-CoV-2 il cui outcome, in analogia con le passate epidemie di SARS-CoV-1 e di MERS-CoV (Middle Est Respiratory Syndrome Corona Virus), potrebbe dipendere più dalla gravità dell’infezione materna e da concomitanti patologie ostetriche piuttosto che dall’infezione da SARS-CoV-2 in sé. Una eventuale infezione neonatale da SARS CoV-2 potrebbe essere il risultato di una trasmissione acquisita per via respiratoria dalla madre nel post-partum piuttosto che per via placentare.
▪ Sulla base dei pochi dati disponibili in letteratura, l’infezione postnatale da SARS-CoV-2 sembrerebbe non essere grave o addirittura risultare asintomatica rispetto alle età successive.
In questo momento di criticita’, deve essere predisposto il percorso per l’assistenza ostetrica al parto vaginale o taglio cesareo e per il puerperio, che comprenda la protezione della paziente, il padre e degli operatori sanitari.

In relazione alle attuali limitate conoscenze e agli esiti degli studi cinesi in cui non è stata dimostrata la presenza del SARS-CoV-2 in sangue da cordone ombelicale, liquido amniotico e latte materno, non vi è indicazione elettiva al taglio cesareo nelle donne affette da COVID-19 e rimangono valide le indicazioni attuali. Considerando, inoltre, che il taglio cesareo rappresenta un fattore di rischio indipendente per la mortalità materna, è opportuno valutare accuratamente tale modalità di parto nelle donne gravide affette da COVID-19.

Nella Regione Lazio sono stati individuati i Centri di riferimento dove dovrà essere espletato il parto in situazioni di chiara infezione da COVID-19 anche in assenza di sintomi o condizioni cliniche gravi. Per l’area metropolitana di Roma si tratta di Policlinico Agostino Gemelli e Policlinico Umberto I. È tuttavia raccomandato che tutti i Punti Nascita prevedano l’accettazione di donne gravide con rischio di infezioni da COVID-19 nella fase di accertamento con la garanzia di isolamento e di protezione adeguata degli operatori coinvolti ed essere, comunque, preparati ad assistere l’espletamento del parto se non fosse possibile il trasferimento con procedura STAM (Sistema di Trasporto Materno Assistito) presso i Centri di riferimento. Ai fini di facilitare l’interazione e l’avvio dell’allattamento è infatti importante privilegiare la gestione congiunta di madre e neonato. Dalla letteratura emerge che il neonato figlio di madre COVID positiva è prevalentemente COVID negativo ed anche i pochi casi positivi descritti sono per lo più asintomatici; i segni descritti nei pochi casi pubblicati erano: febbre e segni radiologici di polmonite (in 2 neonati a termine), instabilità e distress respiratorio (in un neonato pretermine di EG 31 sett) su 33 madri COVID positive

Il papa’ in sala parto purtroppo non puo’ essere’ accolto in tutte le strutture.

Quali sono gli effetti di COVID-19 durante la gravidanza?

Non sono riportati dati scientifici sugli effetti di COVID-19 durante la gravidanza. In caso di infezione in corso di gravidanza da altri coronavirus correlati [SARS-CoV e MERS-CoV] sono stati osservati diversi gradi di severita’ nella patologia ma che nella attuale pandemia non si sono osservati. La gravidanza comunque rappresenta uno stato di maggiore vulnerabilita’ quindi viene raccomandata una particolare sorveglianza soprattutto sullo stile di vita.

Le donne in gravidanza con COVID-19 possono trasmettere il virus al feto o neonato?

Dai dati presenti in letteratura, limitati, non sono stati riportati casi di trasmissione dell’infezione da altri coronavirus (MERS-CoV e SARS-CoV) da madre a figlio. I dati recenti riguardo bambini nati da madri con COVID-19 indicano che nessuno di essi è risultato positivo. Inoltre, il SARS- CoV- 2 non è stato rilevato nel liquido amniotico.

Le donne positive al test per il nuovo coronavirus possono avere contatti con il neonato subito dopo la nascita?

Ogni qualvolta sia possibile, l’opzione da privilegiare è quella della gestione congiunta di madre e neonato, ai fini di facilitare l’interazione e l’avvio dell’allattamento materno, ma di difficile attuazione. La situazione attuale richiede molta prudenza.
La decisione di separare o meno madre-neonato va comunque presa per ogni singola coppia tenendo conto dell’informazione-consenso dei genitori, della situazione logistica dell’ospedale ed eventualmente anche della situazione epidemiologica locale relativa alla diffusione del SARS-CoV-2, e soprattutto dipende dalla salute della madre e del neonato

Le donne positive al test per il nuovo coronavirus possono allattare al seno il proprio bambino?

Qualora la madre sia paucisintomatica, questa potrebbe allattare al seno adottando tutte le precauzioni possibili per evitare di trasmettere il virus al proprio bambino, lavandosi le mani e indossando una maschera chirurgica mentre allatta. Nel caso si utilizzi latte materno spremuto con tiralatte manuale o elettrico, la madre deve lavarsi le mani e seguire le raccomandazioni per una corretta pulizia degli strumenti dopo ogni utilizzo. Se vi è la possibilità, considerare l’utilizzo di latte umano donato.
Nei casi di infezione materna grave la spremitura del latte materno potrà non essere effettuata in base alle condizioni generali della madre.
La compatibilità dell’allattamento materno con farmaci eventualmente somministrati alla donna con COVID-19 va valutata caso per caso.
L’utilizzo del latte materno spremuto di madre SARS-CoV-2 positiva, per il proprio neonato, all’interno di una Terapia Intensiva Neonatale segue protocolli specifici.

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